Dossier Caritas 2012 sulle povertà in Toscana

Dossier Caritas 2012 sulle povertà in ToscanaNegli ultimi tre anni è cresciuto costantemente il numero di italiani che si sono presentati per chiedere aiuto ai Centri di Ascolto della Caritas. In Toscana 84mila visite solo nel 2012, con una media che dal 3,2 si è elevata ad oltre 4 visite nell’arco degli ultimi dodici mesi. Accanto alla situazione di famiglia “borderline” si sono registrate presenze di: padri di famiglia non più in grado di provvedere alle necessità irrinunciabili del proprio nucleo; donne con bambini a carico che si trovano, oltre le previsioni, avendo esaurito i pur minimi risparmi, costrette a fronteggiare spese impreviste (visite mediche, riparazioni onerose all’auto, rate del mutuo, ecc).

Sono questi, in estrema sintesi, i dati allarmanti del Dossier Caritas 2012 sulle povertà in Toscana. Quattro i capitoli della pubblicazione, curata da Stefano Simoni e Giovanni Cerri e realizzata in stretta collaborazione con i referenti diocesani degli Osservatori delle Povertà e delle Risorse e dai loro collaboratori, riuniti per l’occasione in gruppi di lavoro inter-diocesani: uno per l’area vasta costiera che va dalla Versilia fino a Livorno, uno per l’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, uno per l’area maremmano- senese. Unica eccezione è l’area aretina, molto vasta territorialmente e occupata dalla sola Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.

Dal Dossier emerge un dato inquietante. Le problematicità di alcune famiglie non sono di puro carattere economico; spesso infatti si intrecciano con altre difficoltà che generano dipendenza: il gioco d’azzardo legalizzato, dipendenze da droga o alcol, problemi psichiatrici, ecc. Questo elemento di novità rispetto al recente passato pone alla Chiesa il quesito se non sia necessario trovare altri modi di rapportarsi con le istituzioni pubbliche diversi da quelli esistenti, cioè della benevola collaborazione.

Le persone che si rivolgono ai Centri d’Ascolto Caritas prevalentemente per bisogni legati all’occupazione e alla povertà economica sono, nel periodo di tempo studiato, il 74,8% del totale; nel 2009 erano “solo” il 63%. Questa rappresentazione della società ha una sua intrinseca drammaticità che esige dalla Caritas e dalla Chiesa, dall’Ente pubblico e dalle altre istituzioni interessate alla soluzione di questi problemi una più dettagliata indagine sulle cause e sulle possibili soluzioni.

Si è registrato, per il quarto anno consecutivo, un aumento della richiesta di pacchi alimentari, superando ampiamente le richieste di altre necessità legate ai bisogni primari. La richiesta di viveri supera di tre volte quella di vestiario. Anche questo dato indica un’ulteriore sbilanciamento verso la domanda di beni essenziali e irrinunciabili, indice di un aggravamento della situazione, almeno per una porzione importante delle persone prese in carico.

>> Dossier Caritas 2012 sulle povertà in Toscana (file .pdf)

Redazione Web ProntoConsumatore

Condividi!

Lascia un commento

*