Filiera del pesce: costituita a Livorno una rete che lavorerà per valorizzate imprese ed esercizi commerciali sostenibili

Nella suggestiva cornice della Fortezza Vecchia di Livorno, all’interno del Festival nazionale “Educazione, Scuola e Consumo” dell’Università di Firenze (SCIFOPSI), si sono conclusi i lavori del  workshop “Per una pesca sostenibile e la tracciabilità di filiera. Educare al consumo responsabile” promosso dal Centro Tecnico per il Consumo e dalle Associazioni dei consumatori.  

Soddisfatte le undici Associazioni dei consumatori socie del Centro Tecnico per il Consumo (C.T.C.) – ADiC, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Aeci, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Legaconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, perché per la prima volta in Italia, hanno dato avvio, partendo dal territorio, ad un percorso condiviso per lo sviluppo di un processo culturale integrato che coinvolge le istituzioni, i pescatori e le loro rappresentanze, la grande distribuzione cooperativa, le associazioni di categoria della pesca e del commercio,  la scuola,  l’università e la ricerca scientifica, con l’obiettivo comune di rendere sempre più trasparenti e tracciabili queste filiere e di valorizzare le economie locali.

Dopo i saluti di Paolo Caldesi, rappresentante delle Regioni al CNCU del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’assessore all’Ambiente e alle Energie rinnovabili del Comune di Livorno Giuseppe Vece e dell’organizzatore e responsabile scientifico del Festival Stefano Oliviero, ha introdotto e moderato i lavori  del workshop Fulvio Farnesi in e, qualità di vice presidente del CRCU della Regione Toscana, ha portato i saluti dell’assessore regionale alle Politiche dei consumatori Monica Barni ed ha illustrato il ruolo delle associazioni dei consumatori.

La presidente del Centro Tecnico per il Consumo Clara Gonnelli, nel presentare la propria relazione, ha riferito che il CTC, con le Associazioni dei consumatori, a partire dallo scorso anno, stanno affrontando le varie tematiche legate ai consumi costruendo ‘alleanze di filiera’  con enti e aziende che producono beni e servizi e che assumono la  sostenibilità  come valore di impresa e indicatore essenziale  di  innovazione, riconoscibile dal consumatore rispetto ai criteri di trasparenza, tracciabilità, legalità, sicurezza, eticità, rispetto dei diritti umani.

Con l’approvazione della nuova Politica Comune della Pesca (PCP),  l’Unione Europea e gli Stati Membri,   a  seguito della pressione di movimenti internazionali, si è impegnata a garantire la sostenibilità ambientale, economica e   sociale della pesca in Europa. Gli Stati Membri e quindi  anche  l’Italia,  sono chiamati a  stabilire regole di  gestione delle flotte  che siano in equilibrio con un accesso equo e sostenibile alle risorse marine a disposizione, per garantire il futuro delle nostre acque e delle comunità di costiera.  Hanno aperto i lavori a carattere scientifico alcuni autorevoli rappresentanti istituzionali

Paolo Sartor del CIBM-Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata di Livorno, ha  sostenuto che secondo stime della Fao, per oltre l’80 % degli stock valutati (Gli stock sono una frazione di una popolazione ittica sfruttata dalla pesca), sono stati raggiunti o superati i livelli di pesca sostenibile; inoltre a livello  mondiale, salvo eccezioni per alcuni paesi, una grande frazione delle catture totali della pesca non viene commercializzata, a causa di una scarsa cultura verso il consumo del prodotto ittico e della scarsa disponibilità a dedicare tempo alla preparazione del cibo.

È  alle Capitanerie di Porto che la PCP ha affidato il ruolo di controllo della conservazione delle specie ittiche. Per la Capitaneria di Livorno sono intervenuti al workshop il capo sezione operativa, Tenente di Vascello Ivan Bruno ed i marescialli  Aniello Russo e Mario Bezzeccheri del Centro Controllo Pesca. Essi  hanno sottolineato il ruolo importante che hanno i pescatori nel trasmettere  correttamente le informazioni  agli organi competenti (Step by Step) per permettere alle Amministrazioni di intraprendere misure di gestione per lo sfruttamento razionale delle risorse ittiche e prevenire nel contempo l’illegalità.

Goffredo Guglielmone veterinario dell’USL Nord-Ovest Toscana si è soffermato sugli aspetti relativi ai prodotti primari della pesca e agli  obblighi specifici di legge, in merito agli aspetti igienico-sanitari di tutta la filiera all’interno della quale il produttore/pescatore, deve essere in grado di documentare la provenienza dei prodotti e di mettere in atto le procedure di rintracciabilità.

Le brevi relazioni istituzionali si sono concluse con l’intervento della referente per l’Orientamento dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana (USR) Donatella Ciuffolini la quale, nel mostrarsi disponibile alle tematiche educative che servono ad implementare le competenze dei ragazzi in materia di sostenibilità, ritiene importante e necessario che sia attuato un approccio educativo multidisciplinare e integrato, con la partecipazione attiva dei vari soggetti di filiera, nello specifico quelli della pesca,  affinché questi collaborino con le scuole per l’educazione ai temi di cittadinanza attiva e per l’attivazione di efficaci percorsi di orientamento ed alternanza scuola-lavoro.

Danilo Di Loreto di Impresa Pesca di Coldiretti Toscana, si è pronunciato favorevolmente ad accordi di filiera e ad attività di educazione al consumo responsabile, da realizzarsi in collaborazione con le Associazioni dei consumatori ed i partner del percorso. Ritiene che l’educazione al consumo sia importante per creare sensibilizzazione, a partire dalle scuole.

Giampaolo Buonfiglio, Presidente nazionale del Coordinamento Pesca dell’Alleanza delle Cooperative Italiane AGCI Agrital, Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare, Dipartimento Pesca, ha molto apprezzato l’iniziativa e lo sforzo unitario fatto dalle Associazioni dei consumatori della Toscana nel richiedere maggiore trasparenza e tracciabilità delle filiere, ed ha esortato le stesse Associazioni ad essere presenti nei luoghi decisionali (Commissioni ecc.) per poter portare il proprio contributo attivo.

È  intervenuto Aldo Cursano,  vice presidente nazionale vicario nonché presidente regionale della FIPE-Federazione Italiana Pubblici Esercizi Toscana (di cui fa parte anche Confcommercio Toscana presente all’iniziativa con Gianni Picchi,) che ha accolto molto favorevolmente l’appello dei consumatori a creare accordi di filiera per lo sviluppo di azioni comuni che siano  in linea  con la ricerca di un nuovo modello di consumare, all’insegna della sostenibilità e della sobrietà.

Anche la  presidente Confesercenti di Livorno Anna Landini è stata concorde nel voler collaborare con i consumatori per trovare forme nuove di ristorazione che siano più vicine alle loro esigenze.

La grande distribuzione cooperativa è stata rappresentata dal manager della categoria del pesce Riccardo Romano che nel suo intervento ha focalizzato le modalità di approvvigionamento e gestione del pescato locale nei banchi della catena distributiva, sottolineando che Unicoop Tirreno sta prestando molta attenzione al tema degli scarti del pescato, promuovendo anche campagne educative per l’utilizzo del pesce locale.

Seppur nella complessità e problematicità del sistema pesca, sono state presentate all’iniziativa due esempi di buone pratiche con le quali si è dimostrato che agire in maniera sostenibile si può. La prima esperienza è stata illustrata da Massimo Bernacchini de I pescatori di Orbetello che, nel raccontare la storia della laguna maremmana, ha messo in evidenza come si possano sviluppare forme di economia locale tracciabili e trasparenti, recuperando le tradizioni, servendo nel proprio ristorante il cosiddetto pesce povero, con ottimi piatti, fatti di ricette locali.

La seconda riguarda un’esperienza, realizzata in collaborazione con i pescatori di Viareggio, che è stata presentata dal presidente del Centro di educazione del gusto Alessandro Venturi, associazione che è riuscita a coinvolgere nel corso degli anni un numero molto considerevole di alunni che hanno fruito delle mense scolastiche. Attraverso percorsi guidati di educazione al gusto, si sono educati i ragazzi a scegliere, a mensa, il pesce fresco, ottenendo così una sensibile riduzione dei bambini che rifiutavano il consumo del pesce del 40%.

Per Slow Food Livorno, associazione da tempo sensibile a queste tematiche, è intervenuta la presidente Fiamma Tofanari, la quale oltre a portare le esperienze di Orto in condotta, ha informato i presenti della imminente manifestazione ‘Cacciuccopride’, promossa dal Comune di Livorno con la collaborazione di altri soggetti tra cui Slow Food che ha, tra l’altro, l’obiettivo di promuovere ‘il cacciucco dalle 5 C, sostenibile, buono, pulito, giusto e amico del mare’. È seguito infine l’intervento di Giovanni Raimondi dell’Acquario di Livorno che ha portato la propria esperienza.

La presidente del CTC Clara Gonnelli nel trarre le conclusioni della interessante iniziativa, che ha visto confrontarsi una molteplicità di attori della filiera del pesce, nel cogliere i suggerimenti pervenuti, ha lanciato la proposta di formulare a livello integrato una progettualità flessibile, il cui modello potrebbe prevedere una rete tra USR per la Toscana e altri soggetti (istituzioni, università e ricerca scientifica, associazioni, cooperative, sindacati, camere di commercio e imprese) che, nel rispetto delle relative competenze e specificità, in un’ottica di ‘responsabilità sociale condivisa’, siano interessati a supportare la costruzione di competenze di consumo consapevole e responsabile negli alunni e le scuole costituirebbero il cuore di una eventuale innovazione culturale.

Per Informazioni 335 68 60 992 

Fonte: Centro Tecnico per il Consumo

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