I risultati annunciati nella mattina di domenica: voto postale con quorum al 20%. Gli scenari possibili in vista del futuro governo Merkel-quater

BERLINO – Centoventi volontari stanno esaminando in queste ore il materiale più scottante per il futuro della Germania, sotto la supervisione di una commissione speciale e di un notaio. Nella sede berlinese dedicata al cancelliere più amato, Willi Brandt, i socialdemocratici stanno contando centinaia di migliaia di schede per il referendum sulla Grande coalizione.

Il termine ultimo perché le lettere dei 463.723 militanti arrivassero alla Spd era venerdì a mezzanotte e il quorum minimo perché il risultato sia valido è il 20%. In queste ultime ore persino la capa di ferro dei ‘rossi’, Andrea Nahles, ha ammesso di aver perso un po’ il sonno. Nella tarda mattinata di domani, domenica, la Spd farà una breve comunicazione, soltanto per rendere noto il risultato.

Da quel numero, dall’esito della consultazione tra gli iscritti dipende non soltanto il futuro della Spd e dei suoi nove milioni e mezzo di elettori, ma anche quello di Angela Merkel e del Paese. Se prevarranno i ‘no’ alla Grosse Koalition si aprono tre scenari. Il primo, il più scontato, quello verso il quale persino la cancelliera Angela Merkel si è mostrata di recente un po’ meno ostile rispetto a qualche mese fa, è un governo di minoranza.

Merkel si recherebbe al Bundestag attorno a metà marzo. Per essere nominata cancelliera avrebbe bisogno della maggioranza assoluta dei voti (355), che prevedibilmente le mancherebbero, potendo contare soltanto sui 246 della Cdu/Csu. Ma dopo due passaggi parlamentari, le basterebbe la maggioranza relativa per essere eletta. Entro sette giorni da quel voto, il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, avrebbe la scelta se accettare il governo di minoranza o proclamare nuove elezioni.

Il primo scenario – nel caso di vittoria dei ‘no’ alla GroKo – sarebbe dunque un esecutivo di minoranza. Il secondo quello delle elezioni, che in questo momento sia la Spd sia la Cdu vorrebbero evitare come la peste – il terzo è uno scenario ‘misto’ ma forse il più probabile. Fonti attendibili vicino alla cancelliera scommettono su un breve governo di minoranza a guida Merkel, un esecutivo che durerebbe solo qualche mese, giusto in tempo per scavallare l’estate e le complicate elezioni in Baviera dell’autunno. Poi si tornerebbe alle urne.

Nel caso di ‘sì’ alla Grande coalizione, il Merkel-quater potrebbe essere già eletto il 14 marzo dal Bundestag, e certamente la settimana di metà mese sarà quella in cui la Germania potrebbe avere finalmente di nuovo un governo, a quasi sei mesi dalle elezioni. L’unico partito che ha già deciso ufficialmente a chi affidare i ministeri è la Cdu. Per citare quelli più ‘pesanti: Merkel ha prenotato per il ministero dell’Economia Peter Altmaier, mentre Ursula von der Leyen continuerà a fare la responsabile per la Difesa, e Julia Kloeckner diventerebbe ministra per l’Agricoltura.

La Spd ha proclamato di voler aspettare l’esito del referendum di domani per le decisioni ufficiali, ma si sa già che il candidato per il ministero delle Finanze è il sindaco di Amburgo Olaf Scholz. Il punto interrogativo più grande riguarda al momento la possibilità che Sigmar Gabriel resti al suo posto come responsabile degli Esteri. Anche la Csu deciderà ufficialmente a chi affidare

i dicasteri conquistati nella trattativa sulla Grande coalizione da lunedì. Ma ha già messo la sua fiche sul ministero dell’Interno, ribattezzato della ‘Heimat’, intraducibile espressione tedesca che significa, più o meno, ‘identità nazionale’.

Fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2018/03/03/news/la_germania_in_attesa_spoglio_in_corso_per_il_voto_dell_spd_sulla_grosse_koalition-190303158/