Il ministero della Salute Beatrice Lorenzin, il 13 marzo ha firmato il decreto attuativo per far nascere ben 17 nuovi albi tra le professioni sanitarie. Buone notizie quindi per circa 200 mila persone che lavorano nei settori coinvolti. In questo modo il ruolo del singolo professionista in Italia viene valorizzato e il cittadino viene tutelato, perché può rivolgersi in modo sicuro ai professionisti di riferimento per i consulti e le prestazioni.

17 nuovi albi, quali sono?

Ok, i vantaggi ci sono. Ma quali sono questi nuovi 17 albi professionali che sono nati da poco? Sono davvero tanti e coprono i rami più disparati nel settore medico. C’è il tecnico audiometrista e il tecnico audioprotesista. C’è il tecnico sanitario di laboratorio biomedico, il tecnico ortopedico, il dietista, il tecnico di neurofisiopatologia, l’igienista dentale, il fisioterapia, il tecnico fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, il logopedista, il podologo, l’educatore professionale, il terapista occupazionale, il tecnico della riabilitazione psichiatrica, il terapista della psicomotricità durante l’età evolutiva, l’assistente di oftalmologia e infine, la diciassettesima professione che adesso è un vero e proprio albo, è il tecnico della prevenzione nei luoghi di lavoro e nell’ambiente.

Si tratta comunque di professioni che fino a oggi sottostavano a dei regolamenti ma non venivano ordinati. Da adesso invece, per poter far parte di questi settori occorre iscriversi all’albo e per potersi iscrivere, bisogna dimostrare alcuni requisiti.

Quali requisiti occorrono

Occorre il titolo di studio relativo alla professione svolta, che sia riconosciuto dal Ministero. Ma non solo. Dovete possedere la cittadinanza italiana o la cittadinanza di uno dei paesi dell’Ue (più il regolare permesso di soggiorno per vivere in Italia). Dovete non avere carichi pendenti su di voi e la resistenza o il domicilio professionale occorre che sia nella circoscrizione dell’ordine. infine, dovete anche godere dei diritti civili.