iva

Anche stavolta il famigerato aumento dell’Iva potrebbe essere disinnescato, ma per il momento non si ha alcuna certezza. Con il Documento di economia e finanza il governo dovrebbe neutralizzare gli aumenti che, ricordiamo, porteranno ad un passaggio dell’aliquota intermedia dal 10% all’11.5% e di quella ordinaria dal 22 al 24.5%. Se l’aumento dovesse effettivamente palesarsi, il costo a famiglia sarebbe di circa 317 euro annui.

In particolare risulta che i rincari medi mensili dovrebbero aggirarsi attorno ai 26,43 euro, e che a pagare il prezzo maggiore sarebbero le coppie con due figli a carico (per loro l’aumento medio annuo si assesterà sui 439 euro). Le famiglie più numerose subirebbero senz’altro dei colpi bassi, ma in misura meno proporzionale: per loro esistono infatti degli strumenti di economia di scala che potrebbero in qualche modo attenuare il salasso.

A questo punto potrebbero nascere due scenari: o il governo in carica non mette mano al Def e invia all’Europa un documento tramite cui si sterilizzano le clausole di salvaguardia riguardanti l’aumento dell’Iva, oppure il governo, che in teoria dovrebbe occuparsi solo di affari correnti, mette mano al Def in forma sintetica ma lascia comunque aperto il capitolo sulle clausole di salvaguardia.

Come la si gira, in sostanza, ad occuparsi della questione dovrà necessariamente essere l’esecutivo che si formerà dopo la Pasqua. Sempre se si riuscirà a formarne uno, naturalmente.

In ogni caso la necessità di trovare dei fondi che finanzieranno lo stop all’aumento dell’Iva potrebbe spingere le forze politiche a trovare un accordo. Il quadro al momento vede come principali protagonisti di un possibile governo di larghe intese la Lega e il Movimento 5 Stelle, con la partecipazione, per ora solamente probabile, di Forza Italia.

Immagine da apegac.com