lavoro

Introdurre un prestito destinato ai disoccupati poveri e renderlo l’alternativa perfetta al reddito di cittadinanza tanto amato dal Movimento 5 Stelle. Questa la proposta in materia di lavoro avanzata dalla Lega che potrebbe in qualche modo far saltare la trattativa con i pentastellati. Ma esattamente come funzionerebbe il tutto?

Come ha spiegato Armando Siri, economista della Lega che ha scritto di suo pugno la proposta programmatica della flat tax, “si tratterebbe di una forma di assistenza immediata, ovvero di un assegno di 750 euro erogato però non sotto forma di assistenza, ma sotto forma di prestito”. L’incentivo prenderebbe il nome di reddito di avviamento al lavoro, ed esattamente come si può intuire da questi primi dettagli si proporrebbe come una sorta di prestito d’onore che il beneficiario è tenuto a restituire non appena ritornerà nel mercato del lavoro.

Un prestito a tutti gli effetti, dunque, ma che verrebbe erogato per non più di tre anni e solo ed esclusivamente ai disoccupati più poveri. Per non pesare troppo sul reddito mensile, poi, il piano di ammortamento potrebbe anche estendersi su vent’anni. Ma c’è un altro dettaglio che è importante conoscere e che interviene proprio sul fronte del rimborso: quanto prima il disoccupato riesce a trovare un nuovo lavoro, tanto più verrà aiutato dallo Stato.

Cosa vuol dire? Che se il disoccupato trova lavoro entro il primo anno di applicazione del prestito, allo Stato dovrà rimborsare soltanto il 50% di quanto ricevuto; se trova lavoro nel secondo anno dovrà rimborsare invece il 70% della prestazione, mentre se non trova lavoro prima del terzo anno allora il rimborso peserà interamente sulle sue spalle. Il costo? 18 miliardi di euro l’anno in termini potenziali, ma in termini sostanziali l’aggravio sul bilancio sarebbe di un paio di miliardi l’anno.