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E’ giunta l’ora per Vodafone di “darsi una regolata”. Questo il sunto di quanto stabilito dal Garante della Privacy, dalla cui indagine è venuto fuori che la compagnia telefonica ha condotto una campagna di marketing fin troppo selvaggia. Una campagna pubblicitaria che è arrivata praticamente a chiunque e che infatti è stata portata all’attenzione dell’Autorità proprio da “innumerevoli segnalazioni di persone che lamentavano la continua ricezione di offerte commerciali indesiderate da parte di Vodafone e dei suoi partner commerciali”.

Le verifiche ispettive hanno potuto accertare che nell’anno e mezzo preso in considerazione sono stati inviati circa 22 milioni di sms ed effettuate quasi 2 milioni di telefonate promozionali a persone che nella gran parte dei casi non avevano manifestato uno specifico consenso al trattamento dei loro dati personali o che, pur avendolo dato, avevano comunque chiesto di non essere più disturbate con le offerte commerciali perché “non interessate” alle proposte che gli venivano fatte.

I trattamenti illeciti portati avanti dalla compagnia telefonica hanno riguardato sia clienti attuali sia clienti potenziali, come anche coloro che avevano cambiato operatore. Tenuto conto della violazione del principio di correttezza espressamente indicato dal Codice della privacy, l’Autorità ha dunque sancito che Vodafone non dovrà più contattare persone che non abbiano dato espresso consenso al trattamento dei loro dati, così come dovrà finire di disturbare potenziali clienti che chiedono di non essere più contattati.

Dal canto suo Vodafone ha reso noto di aver cominciato a prendere provvedimenti in tal senso già dall’estate 2017: “Siamo impegnati in un programma di adeguamento alla nuova normativa europea che intende garantire conformità alle disposizioni in materia di trattamento dei dati personali”, ha fatto sapere la società.