La Nvwa, l’autorità che si occupa della sicurezza alimentare olandese, ha riscontrato nella frutta e nella verdura importata da alcuni paesi fuori dall’Unione Europea alcuni residui di pesticidi potenzialmente cancerogeni o perturbatori endocrini.

FoodWatch ha riportato la notizia grazie ad alcuni controlli effettuati sulla merce. I residui pesticidi rinvenuti sugli alimenti sono vietati in Europa proprio perché nocivi. Nonostante gli stretti controlli nell’UE, non è possibile, come dice FoodWatch “imporre requisiti sull’uso dei pesticidi al di fuori dell’UE”. 

FoodWatch ha fatto un importante appello che speriamo possa essere accolto. Si è rivolta alla grande distribuzione chiedendo di proporre ai fornitori che si trovano fuori dall’Unione Europea di non usarli più. Il vantaggio è sia per il consumatore, che vede un po’ più protetta la sua salute, sia dei nostri agricoltori che hanno una concorrenza equa e degli agricoltori locali fuori dall’UE che dovranno maneggiare prodotti più sicuri.

Frutta e verdura inquinata

Solo nel 2016 analizzando le bacche di goji è stato riscontrato che il 70% era molto inquinato. Lo stesso discorso vale per molti altri frutti esotici. Come per esempio i frutti del drago.

Alcuni ortofrutticoli che arrivano da fuori l’Europa contengono moltissimi pesticidi mischiati, come per esempio le foglie di vite turche che contengono almeno 25 pesticidi.

Il problema di questa situazione è proprio che in Europa ci sono dei limiti di tollerabilità per le varie sostanze dannose, come quelle mutagene che vanno a danneggiare potenzialmente il DNA, ma poi tali prodotti arrivano lo stesso sulle nostre tavole.

L’Ong ha da poco stilato un elenco di 140 sostanze dannose che non dovrebbero essere sui prodotti. Alcuni supermercati ha stabilito alcuni requisiti su appunto l’uso dei pesticidi da dare ai propri fornitori, come una sorta di lista nera. Requisiti che devono essere rispettati entro una certa soglia di tempo.