sergio mattarella

Il secondo giro di consultazioni si è concluso con un nulla di fatto, ed è proprio a questo punto che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si vedrà costretto a ricorrere alle “maniere forti”. Perché se è vero che i partiti non vogliono proprio raggiungere un’intesa, è altrettanto vero che l’Italia un governo deve pur darselo.

Nonostante questo secondo giro di consultazioni non abbia prodotto alcun esito, in quanto “il confronto tra i partiti politici non ha registrato progressi”, il capo dello Stato valuterà in modo autonomo come uscire dallo stallo che si sta registrando.

“L’andamento delle consultazioni di questi giorni – ha detto Mattarella – fa emergere un quadro molto chiaro, e cioè che tra i partiti non v’è l’intenzione di dar vita in Parlamento a una maggioranza che sostenga il governo. Ho parlato alle varie forze politiche della necessità di dar luce ad un governo che operi nella pienezza delle sue funzioni”.

La preoccupazione principale del capo dello Stato riguarda il fatto che questo è un frangente internazionale molto delicato, con scadenze imminenti nell’Unione Europea, tensioni in Medio Oriente che si acuiscono sempre più (con il testa a testa tra Russia e Stati Uniti), e con una crisi economico-finanziaria che per quanto si sia indebolita rimane comunque al centro della scena.

Tutte queste cose “richiedono con urgenza che si dia vita a un governo capace di operare”. “Per questo – ha concluso Mattarella – attenderò alcuni giorni trascorsi i quali mi riserverò di valutare in che modo procedere per uscire dallo stallo”.

Immagine da tg24.sky.it