I fondi pensionistici sono davvero così convenienti? Secondo una recente inchiesta effettuata da Covip, 3 lavoratori su 100 hanno deciso di farli, soprattutto tra chi vive nel nord Italia. Facciamo chiarezza. Esistono tre differenti tipi di fondi pensionistici:

  • Fondi pensione chiusi: sono legati al settore di lavoro. Sono conosciuti come fondi di categoria. Il lavoratore dipendente se aderisce deve sottoscriverlo affinché il datore di lavoro possa dare il contributo.
  • Fondi pensione aperti: sono rivolti a tutte le persone, sia i lavoratori dipendenti che quelli autonomi.
  • Piani individuali pensionistici:sono una specie di assicurazione che ha lo scopo di conservare del denaro in vista della pensione.

E’ conveniente aderire al fondo pensione aperto o chiuso?

Versando una somma annua è possibile ottenere un guadagno maggiore portando i soldi in queste casse piuttosto che lasciare il Tfr in azienda. Ipotizzando di versare in 10 anni 1.000 euro, con il fondo aperto ci troviamo con 12.564 euro invece che con 10.000. Con il fondo chiuso ben 14.123, mentre se lo avessimo lasciato in azienda sarebbe di soli 11.057.

Tra gli altri vantaggi è che i costi di gestione sono minori e anche le agevolazioni fiscali sono più interessanti.

I contributi che si versano nei fondi pensione sono deducibili fino a un massimo di 5.164,57 euro. Si abbassa quindi il reddito imponibile e le tasse di conseguenza. Quando poi c’è da versare le tasse sul Tfr ecco che la tassazione è agevolata tra il 9% e il 15%.

Prelevare soldi dal fondo prima

Si è possibile. Dovete essere iscritti da almeno 8 anni. Potete chiedere l’anticipo per comprare casa o per ristrutturarla oppure potete chiedere anche il 30% della somma depositata fino a quel momento per altri motivi. Per spese sanitarie parte di quel denaro può essere prelevato prima.

Una volta che andate in pensione potete scegliere se ritirare la somma intera, disponibile per una cifra massima di 65.000 euro. Altrimenti potete ottenere i soldi a rate ogni mese, proprio come ricevete quelli dell’INPS.