condizionatore

Con l’inizio di maggio ha ufficialmente preso il via il periodo della dichiarazione dei redditi. Da ieri, infatti, è possibile apportare variazioni al modello 730 precompilato, che è tuttora possibile recuperare dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Modificando il 730 si potranno portare in detrazione spese che potrebbero non figurare nel modello precompilato, come quelle sostenute per l’acquisto di un condizionatore o di una pompa di calore. E’ bene precisare che ad oggi non esiste un vero e proprio bonus condizionatori, anche se l’acquisto di un climatizzatore può esser fatto rientrare nel ventaglio delle agevolazioni per l’acquisto di mobili o nel ventaglio degli interventi volti a migliorare l’efficienza energetica di un immobile.

Nel primo caso, ovvero nel caso in cui si voglia far rientrare la spesa per il condizionatore nel cosiddetto bonus mobili, la detrazione prevista ai fini Irpef è del 50% sul valore dell’acquisto. Il limite di spesa è di 10.000 euro, e il rimborso Irpef verrà restituito in 10 rate annuali.

Per quanto riguarda l’altra opzione, ovvero accorpare la spesa per l’acquisto di uno o più condizionatori al cosiddetto Ecobonus, si ha diritto a una detrazione del 65%, sempre restituita sotto forma di 10 rate annuali e assoggettata a un limite massimo di spesa di 46.154 euro.

In entrambi i casi si possono portare in detrazione solo ed esclusivamente i costi sostenuti per l’acquisto di climatizzatori riconducibili al periodo di imposta 2017, pertanto chi ha acquistato un condizionatore nel corso del 2018 potrà portarlo in detrazione soltanto con la dichiarazione dei redditi del 2019. E’ poi fondamentale che l’acquisto sia dimostrabile, e che quindi il tutto sia stato fatto a regola d’arte con tanto di ricevuta/scontrino/fattura e, attenzione, con pagamento tracciabile (non è possibile portare in detrazione un apparecchio acquistato in contanti, tanto per intenderci).