Altroconsumo.it ha deciso di far analizzare del tonno fresco per capirne la qualità e anche i livelli di istamina presenti al suo interno. I dati riportati sono sconcertanti e vogliamo parlarne qui.

Sono stati analizzati 36 campioni di tonno fresco, acquistati in posti diversi in modo da ottenere un quadro generico della situazione. Alcuni campioni nei ristoranti, altri in pescherie o nei classici supermercati.

Tonno fresco, ecco cosa è emerso dagli studi

I dati emersi sono che alcune volte invece del tonno fresco pinna gialla viene dato del tonno obeso. Il primo è molto più costoso per via della qualità superiore. Altre volte invece, oltre che venir dato un tonno diverso, dalle analisi è emerso anche un elevato valore di istamina. Una sostanza tossica provocata dalla degradazione delle carni e che se consumata può portare alla sindrome sgombroide, con sintomi simili a quelli delle allergie.

Al tonno obeso spacciato per pinna gialla e quello con valori di istamina altissimi si aggiunge anche il tonno con nitrati e nitriti, additivi alimentari aggiunti per aumentare la colorazione rossa tipica del pesce. Sono stati rinvenuti in quattro filetti di tonno comprati a Milano. La quantità era talmente elevata da non poter far pensare a una contaminazione accidentale ma voluta per truccare il prodotto.

22 casi di intossicazione

Lo scorso anno ben 22 i casi di intossicazione a causa del tonno spagnolo, dovuta dalla presenza elevata di istamina. 10 di questi casi sono stati in Italia e hanno messo in moto le autorità sanitarie. Proprio per questo a maggio 2017 i consumatori sono stati invitati a non usare il filetto di tonno della ditta spagnola Garciden. Successivamente andando avanti con le indagini ecco che i filetti venivano si confezionati in Spagna ma arrivavano da paesi più lontani ed erano stati arricchiti di nitrati e nitriti.

E’ molto importante acquistare prodotti freschi solo da pescherie di fiducia per evitare di assumere queste sostanze.